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Scritto da Andrea
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giovedė 03 aprile 2008 |
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Girando il dito nella pozzanghera
melma deforme di terra e di azioni
ho spinto le galleggianti viteprecedenti all'arrembaggio
l'una sull'altra, in canali spaziotemporali
di foglie secche fangose morte a galla
anche loro, che non si erano mai viste prima,
provavano la stessa attrazione a sola andata
che il piacere è entrare e non uscire
andare e non tornare
e sul ramo loro ci sono già state
tante volte si spera che il filo conduttore conduca alla fine
repulsione ai ritorni, perchè eterno è solo l'incubo
di un occhio che sbatte giorni
nell'inconcepibile assenza di ieri e domani
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