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Scritto da Claudio cardamore
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venerdė 30 maggio 2008 |
Mentre l'acqua scivolava lungo il suo corpo, cominciò a pensare a
quelle gambe accavallate, avvolte da velati collant neri che andavano a
perdersi in un delizioso paio di decoltè lucide, con tacchi da
capogiro. Sembrava strano abbandonarsi in quel pensiero, ma era
piacevole, divertente e poi sotto la doccia tutto era consentito. Mai
avrebbe pensato ad un risvolto feticista della sua sessualità. Il getto
caldo dell’acqua continuava affondare la sua pelle, il vapore aveva
appannato i vetri e i sospiri si fondevano con esso. Una mano scese
seguendo il pensiero di quelle gambe e del desiderio irrefrenabile di
saltarle addosso, solo per accarezzarle, per sentire le labbra sfiorare
il nylon. Ma ne aveva sentito solo il profumo e le bastava, almeno per
il momento. Raggiunse un piacere improvviso, dovette tenersi al vetro
sudato per non cadere a terra. Poi il fiato cominciò a fare a gara con
il cuore impazzito, uscì dalla doccia, e andò a sdraiarsi, con la
speranza di poterla sognare tutta la notte e la certezza che domani
avrebbe avuto ancora il piacere di perdersi tra quelle gambe.
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