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Lui - Lei Stampa E-mail
Scritto da Diego Regina   
domenica 08 giugno 2008

Rating 5.0/5 (9 votes)

Lui - Lei*
(piccolo racconto giovanil sentimentale)
________


I fuochi d’artificio cominciarono a farsi sentire. Diedero inizio a una splendida notte in spiaggia di ferragosto.
Nella mattinata giunsero in auto Lui e Mariano. Decisero di andare a trovare Lei alla casa al mare e di passare insieme il ferragosto. Per l’occasione arrivarono anche Roberta, Stella, Fabio e Luca. Loro però arrivarono il pomeriggio. Lui e Mariano arrivarono prima perché invitati a pranzo da Lei.
Il padre di Lei aveva un occhio particolare per Lui e la madre di Lei durante i cinque anni di Liceo aveva spesse volte parlato con lui, tant’è che si era creata una certa familiarità. Tra Lui e Lei invece c’era sempre stata amicizia. Un’amicizia particolare, ma sempre amicizia. Mai equivoci, mai cose che avrebbero creato imbarazzo o guastato nulla tra di loro. Anzi tra di Loro non c’è stato mai imbarazzo. Avevano sviluppato un’intesa straordinaria. Forse, quell’intesa tipica di un rapporto fraterno o di due amici dello stesso sesso, ha per sempre precluso ogni eventuale rapporto amoroso tra i due. Quel giorno a pranzo fu un bel momento.
Prima di mangiare il padre di Lei disse a Lui:
– Guarda un po’ questo pesce! me lo sono fatto portate questa mattina apposta per voi! Avete fatto buon viaggio? E tu Mariano che mi racconti? –
– Tutto bene dottore e lei come sta? – rispose Mariano.
Il pranzo continuò tra convenevoli, complimenti per la cucina della signora e aneddoti scolastici in cui Lui e Mariano erano protagonisti di situazioni ridicole, o di eroiche imprese (per quell’età) durante qualche gita.
Incredibilmente arrivò la sera. Come se ci fosse stato un balzo temporale tra il caffè dopo pranzo e la sera in spiaggia. Tutti si divertirono quella sera. Era un manipolo di amici che avevano condiviso un viaggio durato cinque anni di liceo scientifico tra l’adolescenza e la gioventù. Fu la prima estate non da liceali e l’ultima che avrebbero trascorso insieme.
La fine degli anni novanta. Le feste in spiaggia erano più o meno tutte uguali ma intense. Falò sulla spiaggia, birre a fiumi, cibo, chitarre, canzoni, bagni notturni e gente che si baciava. Chi era più fortunato faceva l’amore. Quei ragazzi quella sera erano molto contenti perché stavano insieme. Si sentivano bene e ridevano per ogni battuta, scherzo, fatto ridicolo o cosa che fosse idonea a portare serenità. Non lo sapevano in maniera conscia, ma esorcizzavano lo spettro dell’ignoto. Quando hai finito le superiori hai questa sensazione: l’ignoto. Ora che succederà? Dove andrò? Farò davvero quello che ho sempre sognato?
Roberta chiedeva a quale facoltà si sarebbe iscritto ciascuno di loro. Mariano chiedeva quale ragazza avrebbe fatto il bagno nuda con lui. Luca chiese la chitarra e cominciò a suonare, Lui prese l’altra chitarra e ci faceva qualche assolo sopra per fare colpo su una ragazza che stava in un altro gruppo con il falò vicino al loro. Fabio e Stella con sorpresa di tutti cominciarono a baciarsi e di lì a cinque anni si sarebbero sposati. Luca lasciò la chitarra e prese una birra, di lì a cinque minuti avrebbe vomitato.
Lui disse a Lei –andiamo a fare una passeggiata.– Mariano se ne accorse e guardò Lui, gli fece un segno di intesa sollevandogli la birra con la mano e strizzando l’occhio. Lui gli fece segno con la mano che non c’era nulla da fare.
Cominciarono a camminare sul bagnasciuga avendo il mare alla loro sinistra. Il mare nero era striato dai riflessi dei fuochi di artificio, bagnava prima i piedi di Lei e poi quelli di Lui. I fuochi d’artificio davanti a loro illuminavano i loro volti esplodendo e disegnando tante scie. L'atmosfera sarebbe stata formidabile per due innamorati.
Lui e Lei erano amici.
– Ho freddo alle braccia – disse Lei.
– Tieni – rispose Lui si tolse la sua maglia aperta e l’aiutò  a indossarla.
Era una bella serata. I ragazzi disseminati sulla spiaggia suonavano, cantavano, le piccole discoteche da lido facevano sentire la loro musica e tutti ballavano.
Lei era una bella ragazza. A Lui piaceva, la prendeva in giro per l'unico difetto fisico che Lei diceva d'avere. A lui non dava fastidio, solo che gli piaceva mettere il dito nella piaga. Aveva un bel seno ma un sedere che non si vedeva molto, era piccolo piccolo.
Passeggiano in silenzio e ognuno si guarda intorno. Guardano quello che accade e sorridono. Un gruppo di amici prende di forza uno di loro e lo getta in acqua completamente vestito. Lui e Lei si mettono a ridere, Lui dice che dopo quando tornano lo farà a Fabio. Organizzerà la cosa con Mariano. Lei dice di sì e che parteciperà alla cosa.
Attraversano un lido. Il dj dice le solite cose da dj. La musica si fa assordante e la gente si accalca intono a loro mentre danza a ritmo di una musica discotecara. Decidono di superare quel piccolo ammassamento di persone, superare quella caciara che Lui a quei tempi sognando di diventare un grande chitarrista rock o metal o al massimo blues, odiava. Anche Lei piacendo De Gregori, Dalla, Giorgia, e per tutte le volte che ha parlato di musica con Lui aveva cominciato a detestare. Per cui quando superarono il lido provarono un senso di sollievo. Lei si strofinò il braccio sinistro quello accanto a lui facendo intendere che aveva sentito un brivido di freddo. Lui le mise una mano sulla spalla e con fare da buffoncello le disse – adesso senti caldo vero?– Lei rispose – E perché? Perché mi abbracci tu? ma stai zitto.–
– Sai una cosa? – disse Lui.
– Cosa? –
Le mise una mano sul sedere e glielo accarezzò
– Allora?– disse Lei.
– Lo vedi?– disse Lui – siamo troppo amici… non te la prendi nemmeno se ti tocco il…
– Che fai? Riattacchi con la solita storia che siamo troppo amici? Che per questo io non mi arrabbio mai, neanche se mi tocchi il culo?
– Già... –
– Credi che stasera sarà diverso? –
– No – rispose Lui.
– Ci provi da cinque anni e non ti dai pace perché con me non ci sei mai riuscito.  Non ha mai ottenuto nulla nemmeno quando abbiamo giocato alla bottiglia. Del resto se mi piace un ragazzo il primo a saperlo sei tu. Nemmeno Roberta lo sa prima di te. Anzi, aspetto che piaccia anche a te per confidarmi con lei. Io parlo con te se mi piace o no un ragazzo. Tu invece mi racconti tutte le volte che te la fai una ragazza. Lo vieni sempre a raccontare. Com'è che dici? "Diventa vero solo dopo che lo racconto a te". Siamo come due commilitoni quando mi racconti le tue gesta amorose e come due comari quando ti confido i ragazzi che piaccio a me –.
– no… – rispose Lui.
– Lì c'è uno che vende alcolici, offrimi una birra e cerca di farmi ubriacare, visto che sai che reggo poco l'alcol –
– no... no… non è questo – Le sorrise. Anche Lei sorrise e Lui la strinse un po' con il braccio e appoggiò la testa alla sua. Continuarono a passeggiare un po'.
– Ti sei offeso?–
– No –
– E che c’è? –
– Questa volta è diverso. Questa volta non è come le altre. Mi riferisco all’amicizia. Mi riferisco a stasera, stiamo insieme per l’ultima volta. Domani torno a casa. Tu finirai qui le vacanze e se tutto va bene ti vengo a trovare un’altra volta, due al massimo. –
– Dai non fare il sentimentale non è da te – disse Lei. – Le provi proprio tutte per baciarmi–
– Non capisci? – si fermò e la guardò con fare molto serio. – Domani mattina torno a casa. L’anno scorso sono tornato a casa dopo che sono venuto a trovarti al mare. Sono passate alcune settimane e ci siamo rivisti il primo giorno di scuola. Quest’anno quando ci rivedremo? –
– Se siamo veramente amici ci rivedremo spesso non ti pare? Fra l’altro frequenteremo l’università nella stessa città. –
– No cara… non è così e quel sessanta che ti hanno dato rende te capace di intendere uno che ha preso trentasei come me. E’ finita. Finisce qui. –
– Ma no.. poi vedrai. –
– Ti faccio un esempio – l’interruppe lui. – L’anno scorso conoscemmo quel gruppo di amici dove c’era pure … –
– Quella che ti portasti a letto tanto per cambiare –
– Nel sacco a pelo per esser precisi. Comunque non li abbiamo più rivisti. Abitano a dieci chilometri da noi. Non ci siamo più visti, li abbiamo incontrati stamattina e solo un ciao.–
– E ci credo quella sta ancora piangendo per te! –
– Vuoi essere seria? –
– Ma che vuoi?–
Silenzio.  Qualche attimo con il volto basso.
– Solo passeggiare ancora un po’ con te – Disse Lui.
Ripresero a camminare. Si sentirono tristi con un peso che opprimeva i loro petti. Lei si avvicinò a Lui e Lui la riabbracciò. Continuarono a camminare un altro po’ abbracciati: Lei che lo teneva con tutte e due le braccia da sotto il braccio di Lui che le avvolgeva il collo. finché non cominciarono a sentire meno assordanti la musica e gli schiamazzi della gente in spiaggia.
– Non mi piace quando sei serio – disse Lei continuando a passeggiare in quel modo e appoggiando la testa su di Lui.
– Come..? Mi dici che ti piaccio tanto quando parlo di politica o di problemi generazionali, dici che ti piace quando faccio l’oratore durante le mie riunioni da rappresentante d’istituto. Dici sono stato l’unico in grado di fare questo senza fare il sinistroide da strapazzo –
– Adesso non capisci tu. – Lo fermò Lei – Non voglio che tu sia serio con me. Sei sempre stato allegro con me e io ho preso molto dalla tua allegria. Sono sempre stata contenta di parlare con te perché mi sei sempre stato vicino. Ho sempre riso con te anche quando ero preoccupata, triste, sconsolata, con i miei ragionamenti e paranoie tipiche da studentessa liceale, da ragazza che non sa nulla al di fuori di Tacito, di Hegel, delle derivate e degli integrali. Soprattutto quando sono già allegra tu perpetui il mio benessere. Siamo grandi amici per questo. Stasera invece che fai? Mi dici che è finita e questa cosa me la dici seriamente, me la dici così profondamente. –
– Sei bellissima… – Intervenne Lui
– Dici? –
– Ti ho mai detto una bugia? –
– Si. Adesso. –
– Che ho detto? –
– Tu mi hai detto non oggi, ma una volta, mi pare a casa mia un giorno in cui festeggiavo il mio compleanno che saresti stato sempre il mio amico, che non ci saremmo mai allontanati. Che non ci saremmo mai persi di vista. Stasera mi dici il contrario… è questa la bugia vero? Non quella –
– Non lo so. –
Un dolce silenzio tra i due. Non lo avevano mai “sentito” un silenzio così. Lui si avvicinò, Lei chiuse gli occhi. Accadde. Si baciarono. Lui la baciò abbracciandola molto forte e le si aggrappò alle sue spalle. Spinsero le labbra l’uno all’altra.
Ad un tratto Lui cominciò a sentire il il naso di Lei caldo e si bagnò un guancia. Aprì gli occhi, e vide le lacrime che fuoriuscivano dagli occhi serrati di Lei. Smise di baciarla e le chiese
– Piangi? Perché? –
– Stai zitto. –
Appoggiò prima la testa sul petto di Lui poi si staccò e si sedette sulla sabbia verso il mare. Una volta seduta appoggiò la testa sulle ginocchia chiudendo le braccia che nascosero le sue labbra e la punta del naso. Si sedette anche Lui vicino a Lei. Appoggiandosi sulle mani che affondarono nella sabbia dietro il bacino e con le gambe leggermente divaricate sempre rivolto verso il mare. Si lasciò andare la testa all’indietro colto da una tristezza amarissima. Rialzò la testa rivolse lo sguardo verso Lei, l’abbracciò con tutte due le braccia e appoggiò la guancia sinistra sulle sue spalle tra i capelli in cui affondò il naso. Stettero così per un po’ poi si addormentarono.
Il mattino seguente, il sole le accarezzò la gota che fuoriusciva dall’abbraccio di Lui e la svegliò. A svegliare Lui ci pensò il mitico Mariano con uno dei suoi migliori gavettoni.







*[Lo so. Chi mi conosce da qualche anno sicuramente individuerà fatti simili e certe assonanze con in personaggi di questo racconto e persone reali.
L’unico nome vero è Mariano. L’unico tributo ad un amico di ogni tempo. L’unico che spesso incontro e a cui resto molto affezionato.
Il racconto è frutto di pura fantasia.]


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Commenti (3)
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1. 09-06-2008 10:18
č sempre bello leggerti..
Scritto da uniKA (Registrato)
2. 09-06-2008 12:53
niente male caro Diego.... 
si snoda bene questo racconto....ed ha una grande delicatezza.... 
piaciuto! :)
Scritto da Irene Leo (Registrato)
3. 10-06-2008 10:04
bello, molto realistico 8)
Scritto da Raoulzd (Registrato)

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